Diego Abatan­tuono esor­dirà presto come reg­ista con una fic­tion sul razz­ismo. Notizia davvero inter­es­sante nell’Italia di oggi dove la paura, il rifi­uto dello straniero e l’ostilità nei suoi

con­fronti  sem­brano essere diven­tati una delle forme più con­vin­centi e con­sol­i­date di ges­tione del potere.

Da grande let­tore di gior­nali car­ta­cei e vir­tu­ali (online) riconosco che esiste una specie di con­giura verso gli stranieri che ven­gono acco­stati alla crim­i­nal­ità e alla delin­quenza anche in modo impro­prio soprat­tutto durante le tante cam­pagne elet­torali ital­iani. Pro­prio il peri­odo elet­torale cos­ti­tu­isce il peri­odo di mas­sima “sof­ferenza” per loro, tanto da costringerli a speg­nere la tele­vi­sione per non far ascoltare il tele­gior­nale ai loro figli.

Non credo che il film di Diego Abatan­tuono possa cam­biare il corso degli eventi nel nos­tro paese ma queste prese di posizione con­tro il rifi­uto di chi è diverso, con­tro gli stereotipi diffamanti (che non scan­dal­iz­zano più nes­suno) e la xeno­fo­bia aiu­tano a riflettere.