Che brutta fine per Muammar Gheddafi, l’ex re di Roma

Ancora qual­che mese fa Ghed­dafi det­tava legge a Tri­poli (42 anni di potere asso­luto) e a Roma. Gli veni­vano accor­dati tutti gli onori dovuti al suo rango di dit­ta­tore della Repub­blica delle banane. Lui ricam­biava impo­nendo le mani ai nostri poli­tici, dispen­sando lezioni di Corano alle nostre ver­gini, facendo sfi­lare cavalli ber­beri nella nostra capi­tale. Qual­che nostro poli­tico gli ha pure baciato la mano, una mano san­gui­na­ria… La sua fine mi ha fatto impres­sione. Ma que­sto è il destino dei dit­ta­tori. Fin­che sono al potere ucci­dono, minac­ciano, inti­mi­di­scono. Ma sanno che la loro fine è sem­pre die­tro l’angolo…

Gli oppositori di Bengasi: ribelli di serie b per la Comunità internazionale

Di tutti i regimi dit­ta­to­riali dell’Africa del Nord, la peg­giore è sicu­ra­mente quella libica e lo si è visto nei giorni scorsi quando l’istrionico Ghed­dafi non ha esi­tato a bom­bar­dare il suo popolo pur di man­te­nersi al potere, con i suoi fami­liari. Ma que­sta volta l’opposizione era forte ed era anche riu­scita a con­qui­stare ampie zone del paese. Zone che pur­troppo Ghed­dafi sta ricon­qui­stando bom­bar­dando tutto e tutti e lasciando una scia di san­gue che fa già tre­mare i ribelli. Ad aiu­tare Ghed­dafi nella sua ricon­qui­sta del paese è la supe­rio­rità mili­tare, la pre­senza di mer­ce­nari stra­nieri, il vol­ta­fac­cia di […]

La bandiera di gheddafi: un solo colore, il verde.

Ghed­dafi resi­ste e i potenti del mondo non si met­tono d’accordo per man­dare a casa (o in galera) uno dei peg­giori dit­ta­tori del mondo. Una curiosità…la ban­diera della Libia ha un solo colore, il verde e non c’è nes­sun altro ele­mento sul ves­sillo della Jama­ria. Una ban­diera del genere rap­pre­senta il sogno di ogni dit­ta­tura: omo­lo­gare tuttti e tutto.

Gheddafi chiede altri 5 miliardi di euro all’Europa per terminare il “lavoro”

Con­fesso di non capire più nulla. La mia domanda è la seguente: siamo noi a finan­ziare la Jama­ria libica o il con­tra­rio? Durante il viag­gio gro­te­sco che il lea­der libico ha appena com­piuto in Ita­lia molti gior­nali ci hanno fatto cre­dere che senza Ghed­dafi l’economia ita­liana sarebbe già sotto terra. Senon­ché il vul­ca­nico e sul­fu­reo colon­nello ha spiaz­zato tutti chie­dendo altri 5 miliardi di euro per siste­mare (a modo suo) i tanti immi­grati afri­cani che tran­si­tano per la Libia spe­rando di appro­dare in Ita­lia. Credo che li otterrà ma nes­suno si chie­derà cosa Ghed­dafi avrà fatto dei clandestini…che spesso ven­gono semplicemente […]

L’Islam religione d’Europa” parola di Muhammar Gheddafi

Gio­vani, ele­ganti e qual­cuna addi­rit­tura con il velo isla­mico: così si sono pre­sen­tate le 200 ragazze volute da Muam­mar Ghed­dafi alla sua annuale con­fe­renza presso l’Accademia Libica di Roma. Ma a fare la dif­fe­renza sono stati pro­ba­bil­mente gli 80 euro che il colon­nello libico ha pagato per l’esegesi del Glo­rioso Corano. In que­sti tempi di crisi eco­no­mica e morale cosa non si farebbe per gua­da­gnare quat­tro soldi? Noti­zie delle ultime ore: sem­bra che due o tre hostess si siano già con­ver­titi. Il tutto è ovvia­mente da pren­dere con le molle visto che le ini­zia­tive del vispo Ghed­dafi (200 com­parse, con­ver­sioni mira­co­lose, battute […]

Quando Gheddafi viene in Italia

Quando passa la caro­vana di Ghed­dafi (o Gad­dafi) con cam­melli, decine di mac­chine di scorta, body­guards cat­ti­vis­simi, sol­dati armati fino ai denti, due­cento ragazze belle da morire, tutto viene immo­bi­liz­zato all’istante. I poveri cit­ta­dini che hanno la sfor­tuna di tro­varsi per diver­ti­mento o per lavoro nelle vie attra­ver­sate dal mitico lea­der della Jama­hi­riya ven­gono immo­bi­liz­zati da un cono d’ombra elet­tro­nico e tra­sfor­mati istan­ta­nea­mente in sta­tue viventi. I tele­fo­nini, i video­fo­nini, i gps, la cor­rente, il gas, l’acqua, i suv e i tele­co­mandi diven­tano uti­liz­za­bili. Lo stesso Ghed­dafi è rima­sto vit­tima della sua bolla elet­tro­nica in un bar del cen­tro di […]