Immag­ine dal sito: http://www.comedonchisciotte.org/

Qualche giorno fa ho avuto una dis­cus­sione molto accesa con un grillino (a dire il vero era lui ad accen­dersi) che affer­mava che:

- Questo Stato ha fallito

- Tutto è da rifare

- Si alla democrazia partecipativa

- I par­titi sono in polvere

Pur avendo una certa sim­pa­tia per queste affer­mazioni espresse con estrema vio­lenza, il tutto mi sem­brava comunque molto scontato.

Mi dicevo den­tro di me: ma se questi hanno un rime­dio mira­coloso per curare questo paese, ben vengano! Ma ce la faranno?

Nel rivedere il mio amico che difende con una certa cat­tive­ria idee e con­vinzioni politiche ormai con­di­vise dalla mag­gio­ranza degli ital­iani, ho capito quanto invece tali con­vinzioni siano il frutto di un’omologazione dei modi di pen­sare che è uno dei fla­gelli della nos­tra povera società.

Anche con Beppe Grillo come pre­mier l’Italia con­tin­uerà come prima. La democrazia parte­ci­pa­tiva è un con­cetto vuoto ed astratto che non rius­cirà a mod­i­fi­care le strane relazioni che inter­cor­rono tra gli ital­iani e i loro politici.